L’aria che tira è liquidatoria, ma bisogna contrastare le opinioni con i fatti

La parabola di Berlusconi è un discorso sul potere, a partire dal Quarto, quello della stampa mainstream, dipinta a tinte karamazoviane da un impareggiabile saggio di Robert Kaplan, Media Evo. di Paolo della Sala - lapulcedivoltaire.blogosfere.it
21 AGO 20
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Sindrome nazionale: cercare sempre il colpevole e mai la soluzione.
Variante: impiccare la soluzione e lasciare libero il colpevole.


La parabola di Berlusconi è un discorso sul potere, a partire dal Quarto, quello della stampa mainstream, dipinta a tinte karamazoviane da un impareggiabile saggio di Robert Kaplan, Media Evo. Secondo Kaplan, nella società dell’informazione globale i politici sono diventati più deboli, perché… "un nuovo tipo di tirannia, quello dei media, alza la testa. E' una massa d'urto che fa paura: non elettiva, non controllabile, passa da un linciaggio all'altro... Non può mai essere nel torto perché si dichiara al servizio dei deboli e degli oppressi, ed è qui il suo potere di opprimere". Ecco perché cresce il partito dei giornalisti-predicatori, ognuno dei quali si oppone all’Impero col piglio di un infallibile papa medioevale. La stampa come nuova Terza Internazionale.

In questo clima come potrebbe arrivare un “giudizio equanime” su Berlusconi? Qualcuno proverà a dipingerlo come un cialtrone, un Ubu re, ma ciò sarebbe rischioso, perché i Fidi Maestri sostituti che aggallano all’orizzonte potrebbero essere degli Ubu al quadrato. Pertanto si cercherà di identificare il berlusconismo col regime mussoliano e con quello craxiano, strada obbligata per una damnatio memoriae duratura.
 No way per autopensanti come Ricolfi o Franco Cassano: l’aria che tira è liquidatoria. In questi piazzali tutti tendono a cercare rami d’albero e corde, invece di leggere il Saggio sulla mitezza di Evagrio Pontico.
Piuttosto che una guerra tra poveri di spirito, all’Italia converrebbe una riflessione bipartisan. C’è una strada soltanto; produrre idee e soluzioni, diventare davvero una società aperta, invece di una fratria di Orazi e Curiazi, invece di una Libia tribale ma senza petrolio, controllata dall’esterno.

Le post-sinistre hanno saputo cavalcare la Rete, modificandone il modello anarco-statunitense, imponendo il mito collettivo degli Indignados mondapeccati. La Rete modello iperCoop interconnette territorio, economia, politica, filtrandoli con le pozioni della stampa mainstream. La CoopRete interpreta i moti e le timidezze della iperclasse media europea, figlia della terziarizzazione, egualitarista e progressista nella forma, ma ultraconservatrice nei contenuti: l’Italia è di fronte a un doppio conservatorismo, basato sulla voglia di delega a un taumaturgo benevolo. Ma la Rete pseudoprogressista sa apparire come l’Araba Fenice (Aruba Felice) del “sentimento collettivo popolare”, quello che Rousseau chiamava la “Volontà generale” e de la Boétie “Servitù volontaria”. 
Al contrario la Mediaset-Rete appare come una somma di telespettatori isolati. Eppure, come diceva Epitteto, “Non i fatti ma le opinioni sui fatti muovono gli uomini”. Sparite le culture, restano le chiacchere, non le riflessioni. Al bevitore di soluzioni semplici servono dei telepredicatori, non solo dei telefilm. L’Europa è una conversazione al bar.

E il centrodestra?
Per risorgere dalle ceneri, dovrebbe contrastare le opinioni coi fatti. C’è voglia di tornare ai feudi, e in ogni Comune c’è un comitato d’affari legato ai lavori pubblici e all’edilizia privata. Per questo l’economia langue e le sozzure crescono: il male è la catena pubblico-privato (=amico del politico). La strada è credere nel libero mercato, col controllo di Authority vere e non di partito. Il male nasce in periferia: negli Stati Uniti il Comune di Los Angeles (3,8 milioni di abitanti) è gestito da un sindaco e 15 consiglieri. San Antonio (1,4 milioni) un sindaco, pagato 4mila $ l'anno, e 10 consiglieri, pagati 20 $ a seduta. San Francisco (815mila) un sindaco e 11 consiglieri. Roma ha 2,7 milioni di abitanti e 60 consiglieri (forse ridotti a 48). La mia città (in Liguria) ha 18.000 abitanti e ben 21 consiglieri. 
Si dovrebbe cambiare il modo di fare politiche pubbliche, utilizzando sistemi scientifici e non peripatetici: la strada è costituita dalle policy, di cui in Italia poco o nulla si sa. Calderoli ha mandato al macero ben 400.000 tra leggi e norme, il punto è non produrne altre con gli stessi metodi.
 A fine estate uscirà un mio testo sull’argomento, per la fondazione Magna Carta.
di Paolo della Sala - lapulcedivoltaire.blogosfere.it